Ha raggiunto la quattordicesima edizione “Salva la tua lingua locale”, il Premio letterario nazionale dedicato ai dialetti e alle lingue locali d’Italia, promosso dall’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia e da ALI – Autonomie Locali Italiane, in collaborazione con il Centro Internazionale Eugenio Montale. Il bando 2026 ha confermato una struttura articolata in otto sezioni, nelle quali trovano spazio poesia e prosa edite e inedite, fumetto, teatro, musica e lavori scientifici dedicati alle varietà linguistiche locali. Le candidature per questa edizione si sono chiuse il 3 settembre.

L’ampiezza delle sezioni permette di osservare le lingue locali da prospettive differenti, perché alla produzione letteraria e artistica si affianca un settore specificamente rivolto alla ricerca. È proprio questa presenza a rendere il Premio particolarmente interessante per chi si occupa di documentazione linguistica, lessicografia e studio delle varietà territoriali.

Il Premio Tullio De Mauro

La sezione intitolata a Tullio De Mauro accoglie lavori scientifici editi e inediti sui dialetti e sulle lingue locali e comprende espressamente tesi di laurea, dizionari e saggi. Per le opere già pubblicate il bando richiedeva l’invio di tre copie e del relativo file in formato PDF, mentre per gli inediti era previsto l’invio del lavoro in formato digitale.

Tullio De Mauro seduto davanti a una libreria, con libri aperti sul tavolo.
Tullio De Mauro. Foto tratta dal sito dell’Università degli Studi di Palermo, “Omaggio a Tullio De Mauro attraverso i suoi testi”, 28 marzo 2017.

Riservare una sezione autonoma a questo tipo di produzione riconosce alla ricerca un ruolo preciso nella conservazione del patrimonio linguistico. Un dizionario documenta il lessico e ne ricostruisce gli usi, una ricerca dialettologica descrive fenomeni che possono modificarsi nel tempo e una tesi può portare all’attenzione materiali rimasti fuori dai circuiti editoriali. La tutela passa quindi anche dalla possibilità di disporre di descrizioni affidabili e di fonti sulle quali costruire studi successivi.

Una presenza significativa della ricerca siciliana

Il rapporto tra il Premio Tullio De Mauro e gli studi sul siciliano trova riscontro anche nelle edizioni recenti. Nel 2024 il primo premio nella categoria dizionari è stato assegnato a Iride Valenti per il Vocabolario storico-etimologico dei gallicismi nel siciliano, pubblicato dal Centro di Studi filologici e linguistici siciliani.

Nell’edizione 2025 il primo posto della categoria saggi è andato invece a Mario Chichi per Geraci Siculo, pubblicato nell’ambito del progetto DATOS dal Centro di studi filologici e linguistici siciliani e dal Dipartimento di Scienze umanistiche dell’Università di Palermo. Due riconoscimenti consecutivi mostrano quanto la ricerca condotta in Sicilia continui a produrre strumenti capaci di inserirsi nel dibattito nazionale sulle varietà linguistiche locali.

Anche la composizione della giuria del Premio Tullio De Mauro presenta un rapporto rilevante con gli studi linguistici siciliani. Ne fanno parte, tra gli altri, Salvatore Trovato, Mari D’Agostino e Giovanni Ruffino, studiosi che hanno dedicato una parte importante della propria attività alla dialettologia, alla sociolinguistica e alla storia linguistica della Sicilia.

Un fondo dedicato alle lingue locali

Il regolamento prevede che una copia dei lavori inviati venga conservata presso il Fondo “Salva la tua lingua locale”, istituito nella sede nazionale dell’UNPLI a Roma e messo a disposizione di studiosi e cultori della materia.

La conservazione delle opere assegna al Premio una funzione che prosegue oltre il concorso, perché i materiali raccolti confluiscono in un fondo nel quale rimangono documentate esperienze di ricerca e produzione provenienti da territori diversi. Per gli studi sulle lingue locali la disponibilità delle fonti assume un valore particolare, soprattutto quando riguarda varietà caratterizzate da una tradizione prevalentemente orale o da una produzione editoriale circoscritta.

La premiazione a Roma

La quattordicesima edizione si concluderà nel mese di dicembre con la cerimonia prevista a Roma nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, secondo quanto stabilito dal bando. La data sarà comunicata dall’organizzazione insieme alle indicazioni destinate ai partecipanti.

Il siciliano tra studio e trasmissione

L’esperienza di Salva la tua lingua locale mostra come la produzione letteraria e la ricerca possano concorrere alla documentazione delle varietà linguistiche attraverso strumenti differenti. Per il siciliano questo percorso riguarda direttamente il lavoro sui testi, sui lessici, sulle varietà locali, sulla storia della lingua e sulla sua trasmissione, ambiti nei quali la ricerca scientifica continua a fornire materiali indispensabili.

La continuità di una lingua dipende anche dalla qualità degli strumenti attraverso i quali viene descritta e resa accessibile. Vocabolari, studi, opere letterarie e attività didattiche possono svolgere funzioni diverse, purché poggino su una conoscenza linguistica documentata e permettano alle generazioni successive di incontrare quella lingua come parte del proprio patrimonio culturale.