Quale spazio per la lingua siciliana nella scuola in Sicilia?

Il 14 e 15 ottobre 2026 i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo ospiteranno La Sicilia Fa Scuola – Stati Generali dell’Istruzione, dedicati alla scuola siciliana e alle prospettive del sistema educativo per i prossimi anni. Tra i temi indicati dalla Regione Siciliana ci sono la dispersione scolastica, l’orientamento, le competenze digitali, l’intelligenza artificiale e l’apertura al contesto europeo. In un quadro che guarda alla scuola nel periodo 2026–2028, sarebbe necessario interrogarsi anche su come l’insegnamento della lingua siciliana debba entrare nei curricoli scolastici di ogni ordine e grado, per rispondere a una domanda precisa. Quale spazio per la lingua siciliana nella scuola?

Nel programma dell’evento la lingua siciliana è presente attraverso il reading teatrale di Salvo Piparo, «in dialetto siciliano», mentre non risulta alcun incontro dedicato alla lingua siciliana e al suo insegnamento, né alle metodologie con cui potrebbe essere studiata a scuola. La presenza del teatro e della tradizione, che pure appartengono al patrimonio linguistico siciliano, continua a suggerire un’idea folkloristica della lingua, mentre la questione scolastica riguarda soprattutto la grammatica, la scrittura, la lettura e i metodi di apprendimento. A quindici anni dall’approvazione della legge regionale 31 maggio 2011, n. 9, la Regione continua inoltre a promuovere attività attraverso il progetto Identità Siciliana, giunto alla quarta edizione, con una rete denominata «Lingua e cultura siciliana» impegnata nella ricerca didattica e nella produzione di percorsi per le scuole.

Alla luce di queste esperienze accumulate dal 2011, La Sicilia Fa Scuola – Stati Generali dell’Istruzione potrebbe offrire l’occasione di mettere al centro della discussione lo studio della lingua siciliana nel sistema scolastico, chiedendosi quali obiettivi assegnare alle diverse fasce d’età e quale preparazione richiedere ai docenti. Tra i tanti aspetti della scuola siciliana che gli Stati Generali affronteranno, anche la lingua siciliana potrebbe trovare uno spazio centrale, superando le forme folkloristiche e teatrali che continuano a relegarla nella categoria di «dialetto» e creando le condizioni necessarie per un insegnamento strutturato.